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Ablabio
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mwbqFlavio Ablabio o Ablavio (in latino Flavius Ablabius; ... – Costantinopoli, 338) è stato un politico romano.

Contents

Note

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Biografia

Ablabio era figlio di una famiglia pagana e socialmente umile, originaria di mwdaCreta. Ricoprì il rango di mwdqofficialis del governatore di Creta, fino al mwdg316, e quindi nell'impero di mwdwLicinio; poi si trasferì a mweaCostantinopoli, dove riuscì a guadagnarsi una notevole fortuna e una grande influenza sull'imperatore mweqCostantino I, al quale dedicò alcuni versi, fino a diventare il senatore più influente.

Si convertì al mwewCristianesimo; divenne mwfamwfqvicarius dell'mwfgAsia (mwfw324/mwga326), e poi, a partire al mwgq329, mwggprefetto del pretorio d'Oriente, una posizione importantissima che lo faceva di fatto il secondo uomo più potente dell'Impero.

Costantino gli affidò la guida del figlio Costanzo (il futuro mwhaCostanzo II); nel mwhq329 era probabilmente prefetto sotto Costanzo, in Italia, ma l'anno successivo si recò in Oriente, forse in occasione della dedicazione di mwhgCostantinopoli.

Nel mwia331 ricoprì il mwiqconsolato. Nel mwig333 Costantino gli indirizzò una lettera (conservatasi), in risposta di una lettera di Ablabio che invece è andata perduta. In questa letteracite-ref-1[1], l'imperatore gli comunicava che era facoltà anche di una sola delle parti in un giudizio di appellarsi al giudizio di un mwjwvescovo invece che a quella di un magistrato civile. Anche se la prassi fra i cristiani di appellarsi per un arbitrato a un vescovo, è attestata nell'Impero Romano almeno dal III secolo, in un contesto generale in cui il ricorso all'arbitrato privato era largamente accettato anche tra i pagani, questa lettera è di grande importanza storica, in quanto inaugura un ruolo ufficiale dell'episcopato cattolico in ambito giuridico che avrà un immenso successo nei secoli successivicite-ref-2[2]. Il fatto che la domanda venga proposta proprio da Ablabio è di solito riportata come una prova della sua adesione al Cristianesimo, anche se la prova più indiscutibile di ciò è una mwlaLettera Festale di mwlqAtanasio di Alessandria, datata 2 aprile 332, in cui definisce il prefetto del Pretorio Ablabio come "uomo realmente pieno di timor di Dio"cite-ref-3[3].

Nel mwmw335/mwna336 lasciò Costantinopoli per accompagnare Costanzo cesare in Oriente.

Con la morte di Costantino, nel 337, Ablabio restò in carica al servizio di Costanzo, ora divenuto imperatore; poiché, però, si schierò con il vescovo mwngniceno mwnwAtanasio di mwoaAlessandria d'Egitto, che aveva forti nemici alla corte mwoqariana di Costanzo II, cadde in disgrazia e fu presto congedato.

Ritiratosi a vita privata nei suoi possedimenti in mwowBitinia, fu sospettato di ambire al trono; fu architettato un piano per costringerlo a scoprire le proprie intenzioni a proposito e, nel mwpa338, venne condannato a morte da Costanzo II. Fu giustiziato davanti alla sua casa a mwpqCostantinopoli, che in seguito entrò in possesso di mwpgGalla Placidia.

La figlia Olimpia era fidanzata all'imperatore mwqaCostante I; in seguito venne data in sposa da Costanzo II al re d'mwqqArmenia mwqgArsace II dopo il mwqw351, ma venne dopo poco avvelenata dalla prima moglie di Arsace.

Va forse identificato con l'Ablabio che scrisse una storia dei mwrqGoti, poi usata come fonte da mwrgCassiodoro e mwrwGiordane.

la vicenda del filosofo Sopatro

Ablabio è protagonista di un capitolo delle mwsgVite dei filosofi e sofisti dello storico e filosofo mwswEunapio. Il capitolo riguarda mwtaSopatro di Apamea, la cui ambizione lo portò a diventare confidente di Costantino: Eunapio commenta che l'imperatore ne rimase catturato, tanto da fare sedere Sopatro in pubblico alla propria destra, al posto d'onore. Poiché la fondazione della nuova capitale, Costantinopoli, richiedeva grandi quantità di grano dall'Egitto, dalla Siria, dall'Asia e dalla Fenicia, e poiché inoltre le navi potevano scaricare in porto solo quando soffiava un forte vento da Sud, capitò un momento di scarsità in cui la folla, affamata, smise di applaudire all'imperatore. Costantino ne rimase turbato, e Ablabio lo convinse che Sopatro avesse delle arti magiche con cui aveva incatenato i venti: lo stesso Ablabio, sottolinea Eunapio, che riusciva a maneggiare Costantino come una folla indisciplinata, e che in cuor suo aspirava al trono, e che ci sarebbe arrivato, se Costanzo non avesse provveduto a eliminarlocite-ref-4[4]. Costantino credette subito ad Ablabio, e ordinò di decapitare il filosofo.

Barbero, nel suo recente libro su Costantino, sottolinea come Eunapio sia pagano, sia profondamente avverso ai cristiani, e veda quindi sotto una luce cupa tutta la politica filo-cristiana di Costantino dell'ultimo decennio del suo regno (328-337), attribuendola all'influsso nefasto dei consiglieri cristiani, come Ablabio. Ma la mwugVita di Sopatro è comunque segno che, nei posteri che vissero immediatamente dopo di lui, il ricordo di Costantino rimase a lungo dominato negativamente dalle vicende finali del suo regnocite-ref-5[5].

Note

cite-note-11. mwxq(mwxgmwxwLA) mwyaConstitutiones Sirmondianae, vol.mwyq 1, 5 maggio 333.
cite-note-22. mwzqAlessandro Barbero, mwzgXIV, la legislazione di Costantino, in mwzwCostantino il Vincitore, collana mwaaBiblioteca Storica, Roma, Salerno editrice, 2016, p.mwaq 596, mwagISBNmwaw 978-88-6973-138-9.
cite-note-33. mwcaAlessandro Barbero, mwcqX, Atanasio e il dossier dell'arianesimo, in mwcgCostantino il Vincitore, collana mwcwBiblioteca Storica, Roma, Salerno editrice, 2016, p.mwda 449, mwdqISBNmwdg 978-88-6973-138-9.
cite-note-44. mwewEunapius, mwfaVI 2-3, in G. Giangrande (a cura di), mwfqVitae Sophistarum, Roma, 1956.
cite-note-55. mwgqAlessandro Barbero, mwggXVIII, I posteri, in mwgwCostantino il Vincitore, collana mwhaBiblioteca Storica, Roma, Salerno editrice, 2016, p.mwhq 731, mwhgISBNmwhw 978-88-6973-138-9.

Bibliografia

• Halsall, Guy, mwjaHumour, History and Politics in Late Antiquity and the Early Middle Ages, Cambridge University Press, 2002, ISBN 0-521-81116-3, pp. 64-65.
• Millar, Fergus G., mwjwThe Roman Near East, Harvard University Press, 1995, ISBN 0-674-77886-3, p. 210.
• Parvis, Sara, mwkgMarcellus of Ancyra And the Lost Years of the Arian Controversy 325-345, Oxford University Press, 2006, ISBN 0-19-928013-4, pp.138-140.
• Potter, David Stone, mwlqThe Roman Empire at Bay: Ad 180-395, Routledge, 2004, ISBN 0-415-10057-7, pp. 424, 479.
• «Fl. Ablabius 4», mwmaPLRE I, pp. 3-4.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikisource

• Wikisource contiene una pagina in lingua latina dedicata a Ablabio

Collegamenti esterni

• citerefmqdq(LA) Opere di Ablabio, su Musisque Deoque.
• citerefphi(LA) Opere di Ablabio, su PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute.